Nel cuore della Revoluciòn de Mayo

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Siamo nel cuore della Revoluciòn de Mayo. Se, nell’uragano emotivo che comporta un tris di Superclasicos in dieci giorni, ci è dato fermarci e pensare, questo è il momento per farlo. Due terzi della guerra tra Boca Juniors e River Plate sono ormai alle spalle, ma siamo in attesa della battaglia finale.

UNA FAVOLA CHE VALE TRE PUNTI – Sulla carta doveva essere il Superclasico meno determinante dei tre, ma il destino non permetterà mai che Xeneizes e Millionarios non si sfidino in un contesto drammatico. Dopo la nona di campionato, in testa alla classifica vi è un insolito quartetto: Boca, River, San Lorenzo e Rosario Central, tutte appaiate a 21 punti. La decima giornata, che precede il match, vede cadere il Ciclòn sul campo dell’Aldosivi, e la Canalla pareggiare contro l’Estudiantes, con Boca e River impegnate in un suggestivo ibrido tra Superclasico e Clasico del Sur: i primi contro il Lanus, i secondi contro il Banfield. Gli uomini di Arruabarrena espugnano la Fortaleza per 1-3, mentre al Monumental è Cavenaghi-show, con gol di tacco dell’ex Villarreal e punteggio finale di 4-1 per la formazione di Gallardo. A sette giorni dal Superclasico, la classifica del Torneo Julio Grondona vede proprio gli eterni rivali condividere il primo posto, a 24 punti. La doppia sfida in Copa Libertadores è la priorità assoluta per entrambe le squadre, ma allungare di tre punti sulla diretta concorrente per la corsa al titolo nazionale è un’occasione che le due squadre non vogliono farsi scappare. 3 Maggio 2015: primo capitolo della Revoluciòn de Mayo. Alla Bombonera, el Vasco Arruabarrena schiera i suoi con il consueto 4-3-3, costruito su un tridente altamente competitivo: Chàvez e Carrizo con Osvaldo punta di diamante. A centrocampo preferisce Meli a Perez e risparmia Gago, giocandosi la carta Cubas. In difesa Burdisso e Monzòn fanno riprendere fiato a Torsiglieri e Colazo. Sul fronte River, Gallardo propone un 4-4-2 con Teo Gutierrez e Mora in attacco, aiutati da Driussi sulla fascia. Fuori Cavenaghi e la stellina dei Millionarios, el Pity Martinez. La gara, sotto lo sguardo febbrile della Bombonera, inizia a ritmo sostenuto, con un Boca  subito pericoloso: Osvaldo fa tremare Barovero con un tiro al volo che centra il palo, e Chàvez fallisce una nitida palla gol in area. Il River risponde con il secondo legno del match, una traversa su un gran tiro di prima di Carlos Sanchez, che fa saltare sulla sedia i tifosi Xeneizes. Nella seconda metà della gara inizia la partita a scacchi tra i due tecnici: Arruabarrena crea densità a centrocampo sostuitendo Chàvez, decisamente poco lucido dopo la palla gol fallita, con il Pintita Gago, spostando Lodeiro nella sua posizione naturale di numero 10 dietro le punte, e rinfresca il fronte offensivo con il giovanissimo Pavòn, al posto di Carrizo. Gallardo risponde con un doppio cambio: fuori Teo Gutierrez e Driussi, dentro Cavenaghi e Martinez. Il Boca trova maggior stabilità e cala l’ultimo asso nella manica del Vasco per provare a far saltare il banco in un Superclasico che sembra destinato a finire a reti bianche: Pablo Perez al posto di Marcelo Meli. L’alchimia Xeneize funziona e all’84’ minuto arriva la svolta: Osvaldo mette un pallone in mezzo dal lato destro, in due la toccano ma non la indirizzano verso lo specchio, e quando scivola sul versante opposto dell’area, sbuca proprio il baby-crack Pavòn, che con un destro preciso e potente fredda Barovero sul suo palo. Uno a zero Boca, come nella migliore delle favole. Riprendere una partita del genere nel finale è un’impresa abnorme per un River che non regge e prende il secondo gol da Pablo Perez, sugli sviluppi di un’azione benedetta da un suo stesso colpo di tacco. Delirio Azul y Oro, il Superclasico di campionato va al Boca Juniors, che con una sceneggiatura drammatica e fiabesca ,sconfigge i rivali e si guadagna il primo posto solitario a più 3 dal River Plate, mentre i riflettori sono tutti sul predestinato Cristian Pavòn, classe ’96, già decisivo la settimana precedente con il Lanùs, ora è l’eroe della Bombonera, dopo la partita più importante di una carriera destinata a decollare.

IL RIVER NON PERDONA – In casa River Plate non c’è il tempo materiale per l’autocommiserazione: perso il Superclasico di campionato, c’è subito la possibilità di rifarsi sul palcoscenico continentale della Copa Libertadores. Non è certo un mistero, i due tecnici hanno come priorità vincere la doppia sfida ed eliminare i rivali in un ottavo di finale all’insegna della rivincita. Rivincita River, perchè i Millionarios sono freschi di batosta in campionato alla Bombonera, ma soprattutto rivincita Boca, perchè nelle semifinali della scorsa Copa Sudamericana, l’umiliazione di uscire in un Superclasico è toccata agli Xeneizes (“BaroveroPisculichi” basta per rievocare incubi ai tifosi del Boca). Per l’andata del Monumental, Arruabarrena ripropone lo stesso modulo che ha cambiato la partita della Bombonera: 4-3-1-2 con Lodeiro alle spalle dell’eroe Pavòn, questa volta titolare, e di Jonathan Calleri, punta classe ’93, osservato speciale del Palermo. Panchina per Osvaldo, che fa compagnia a Marcelo Meli, rimpiazzato dall’altro uomo partita di campionato, Pablo Perez. Dentro anche Gago dall’inizio. Gallardo invece inserisce Funes Mori e dà fiducia a Gutierrez, Mora e Driussi. Novità Leo Ponzio in mezzo al campo al posto di Rojas. Altra panchina per Gonzalo Martinez. Il match non si sviluppa su ritmi frenetici, mantiene un’andatura sonnecchiante e non dà spazio allo spettacolo, sovrastato dalla grinta dei giocatori. Alla mezz’ora il Boca perde uno dei suoi protagonisti: el Cata Diaz deve lasciare il campo per infortunio, al suo posto Guillermo Burdisso. Allo scoccare del 46′ minuto, dopo il recupero concesso dall’arbitro Delfino, le squadre rientrano negli spogliatoi, dopo una prima frazione davvero povera di spettacolo, in cui il River si è fatto vedere in avanti più di un insufficiente Boca. Rodolfo Arruabarrena dev’essersi fatto sentire negli spogliatoi, perchè proprio al primo minuto della seconda metà di gioco, gli Xeneizes partono in quarta e si presentano subito alla porta di Marcelo Barovero con il loro puntero Calleri, che però non riesce a concretizzare la palla gol. La gara pare accendersi e il River ha l’occasione di portarsi in vantaggio con Carlos Sanchez, pescato in posizione pericolosa, che però strozza troppo il tiro d’esterno e non impegna Oriòn.  A venti minuti dal termine, Gallardo decide di dare nuova linfa al suo River, e si gioca in pochi minuti due cambi: Driussi lascia il posto a Martinez e Ponzio a Mayada. El Pity, il fantasista che porta la Diez della Banda sulle spalle, accende il gioco nella metà campo del Boca fino a guadagnarsi un calcio di rigore: Marìn lo colpisce da terra per rimediare a un errore di Gago che ha fatto partire l’azione dei Millionarios: il direttore di gara assegna così il penalty al minuto 80′. Dal dischetto va Carlos Sanchez, l’esterno uruguayo, che spiazza Oriòn e si lascia andare a un’esultanza scatenata con i suoi compagni, dopo una corsa liberatoria mostrando il logo del Club Atletico River Plate che porta orgogliosamente sul petto, tutto sotto le migliaia di occhi estasiati del Monumental: River Plate 1 Boca Juniors 0. Il colpo basso della Banda non fa calare il sipario su un Superclasico che emotivamente si accende al massimo: Pablo Perez sputa in modo vigliacco addosso al Pity Martinez, compiendo un gesto che, oltre a una squalifica, meriterebbe una denuncia dell’UNESCO. Anche Teofilo Gutierrez gioca col fuoco, ma rimane scottato: fallo violento ai danni di Burdisso e rosso diretto per un giocatore che non ha mai brillato nei Superclasicos. A tre minuti dal termine el Vasco si gioca la carta Osvaldo, che entra al posto di Calleri. Il Boca si riversa in avanti, ma non riesce a segnare un preziosissimo gol fuori casa, che avrebbe ribaltato le premesse per la gara di ritorno. Dopo 5 minuti di recupero termina una gara nervosa e snervante, con sette cartellini gialli, un rosso e molti alti colpi proibiti,  conquistata dai padroni di casa, che hanno dimostato di più degli Xeneizes.

TUTTO SUL PIATTO – Dopo l’1-0 del Monumental, Boca e River si giocheranno il passaggio del turno nei 90′ minuti più infuocati della stagione. Per Arruabarrena sarà all-in: dalla lista dei convocati per il match di campionato del week-end contro l’Independiente si nota che le attenzioni del Vasco sono tutte per il partidazo di giovedì. Tra i giocatori più utlizzati in stagione, compaiono solo Monzòn, Burdisso, Marìn, Meli, Chavez e Calleri: per il resto tante riserve e tanti giovani (tra cui anche il talentino Guido Vadalà). Anche gli infortuni incideranno sulle scelte del tecnico: Oriòn ha un fastidio al gluteo, contro i Rojos giocherà Tripodi, per preservare anche l’arquero di riserva Sara, in vista di un eventuale forfait del portierone Xeneize per il Superclasico. El Cata Diaz invece subirà un’infiltrazione per poter guidare la difesa nella bolgia di giovedì sera. Mancherà, sempre per infortunio, il giovane Cubas.  Gallardo, invece, dovrà fare a meno di Teofilo Gutierrez, espulso nel finale della gara di andata. Lecito aspettarsi qualche avvicendamento anche nella formazione della Banda, che dovrà affrontare in campionato il Racing Club. La notte della Bombonera si preannuncia esplosiva: il Boca cercherà di fare la partita e di rimontare il gol subito nella tana dei Millionarios, che potranno godere del beneficio di eventuali gol in trasferta, ma che dovranno resistere al muro azul y oro, l’uomo in più di cui avrà bisogno Arruabarrena per cercare l’impresa più importante della stagione e dare una svolta alla storia recente del Boca Juniors.

Mancano pochi giorni, il tempo passa lentamente, e a Buenos Aires ci si prepara alla battaglia finale. Contempliamo questa quiete prima della tempesta, perchè tra poco sarà ancora Superclasico.

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